È giusto morire così giovani quando l’alba della vita ti ha da poco irradiato i suoi primi raggi ? Ed il corpo ancora deve essere riscaldato e fortificato da tutto quello che poi un esistenza terrena si porta con sé, nel bene e anche nel male ?
Quante volte ci siamo chiesti se ha un senso tutto ciò e… perché ? Ed è una domanda senza una risposta, se non bagnata dal pianto imperituro dei familiari, degli amici, della gente comune. Perché quando muore un ragazzo di 15 anni come Ruben Bindi il dolore è di tutti, compresi coloro che non lo conoscevano.
In questo lungo periodo di sofferenza e di speranza mi piace ricordare la forza del padre Gabriele, di Elenia e di Morgan che mai hanno piegato il capo lottando con lui fino alla fine, come si alimenta una pianta che non vogliamo mai appassisca, la più preziosa di tutte ed insostituibile.
Oggi è un altro giorno di dolore per la comunità sangiovannese: proprio in questi giorni rigiravo fra le mani una delle mie tante foto e vedevo “l’indiano “ in piedi…. tifoso azzurro fra i tifosi durante la celebre partita del 1991 col Pietrasanta in un Fedini grondante passione. Ma è questo un lutto enorme che va oltre il significato della nostra semplice e pur sentita appartenenza. Così ancora una volta non ci resta che piangere e versare le lacrime di questa vita passata attraverso tanti e tanti dolori.
Il mio abbraccio amici è oggi quello della comunità intera: cari genitori, fratello, familiari pensate se potete sempre a Ruben come un dono del cielo. Infinitamente breve …..troppo breve.